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CHE NE SARA’ DEL PARCO AI TRE CASTAGNI?

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Dopo l’elezione della nuova amministrazione comunale, trascorsa l’euforia della vittoria e assorbita la delusione degli sconfitti, in attesa del primo Consiglio del 25 giugno, i cittadini si interrogano sul futuro di alcuni progetti già approvati dalla precedente Giunta.

Particolare interesse suscita la futura destinazione del Parco ai Tre Castagni.
Il 18 aprile un articolo del quotidiano L’Adige informava i perginesi che il progetto per il parco era pronto. Essendo oramai avvezzi ad apprendere le notizie di Pergine solamente a mezzo stampa, visto l’assordante silenzio della precedente Amministrazione, tutti hanno considerato tale articolo come assolutamente pertinente.
Il progetto ideato dall’architetto Del Zotto di Verona, che prevede la realizzazione di un labirinto vegetale a forma di cervello in ricordo dell’ex Ospedale Psichiatrico, è stato ritenuto molto interessante dall’ex vicesindaco Marina Taffara, come riportato dallo stesso giornale.
Il medesimo articolo spiega le caratteristiche generali di questo labirinto: sarà una struttura vegetale con un raggio complessivo di 50 metri ed un’estensione di 1500 metri quadrati.
Avrà la forma di una testa di persona, visibile dall’alto, con delle “stanze” dove saranno previste attività a carattere razionale come il gioco degli scacchi.
La descrizione tecnica prosegue descrivendo i vari accessi dedicati ai sensi (accesso dal naso: olfatto; accesso dalla bocca: gusto; ecc.), la forma a spirale della parte centrale, nonché la mostra permanente con la storia e le foto d’epoca.

Di primo acchito si rimane positivamente influenzati dalla descrizione del progetto. Poi però, concludendo la lettura si legge testualmente: “dalla cima del labirinto si potrà vedere il panorama. Le siepi saranno basse, sia per motivi di sicurezza sia perché se troppo alta la siepe del labirinto dissuade le persone dall’entrare e camminare lungo il percorso. Il costo complessivo è di 151.164 euro.”

A questo punto un fiume di domande sorge spontaneo:
Che labirinto è se ha una cima (quindi si suppone che non sia piano)?
Che labirinto è se le siepi sono basse?
A chi può interessare visitare un labirinto che non è un labirinto?
Che tipo di utenza dovrebbe attrarre?

Ed inoltre:

c’è necessità di riempire il Parco di compagnie vocianti? Non dovrebbe essere un luogo di tranquillità, vista l’immediata vicinanza con Villa Rosa?
Abbiamo bisogno di “popolare” questa splendida zona verde di pullman o automobili di visitatori?
Considerando il costo previsto (probabilmente congruo), sono state adeguatamente valutate le spese di manutenzione di quest’immensa zona verde costituita da siepi, piante e fiori appositamente selezionati?

Con tutte queste domande in testa si conclude la lettura dell’utilissimo articolo de L’Adige che termina con la seguente affermazione: “Il cantiere è già partito e sono previsti cinque mesi per il termine dei lavori.”
Ohibò! Il cantiere è già partito? Cinque mesi? Allora sarà pronto ad estate terminata.
Sarà un labirinto invernale? Durante l’estate, in cerca di frescura, i cittadini si dovranno godere un bel cantiere?

Il fluire di domande è incessante. Il nostro Parco non conosce pace.
In tempi recenti era stato eletto a zona perfetta per un teatro all’aperto di 2000 posti, poi fortunatamente accantonato, ma non ancora stralciato. Ora lo si vuole violentare con enormi movimenti terra per realizzare il labirinto.
Ciò che risulta però più incomprensibile a chiunque ponga l’attenzione al progetto, è il semplice fatto che la maggior parte dei cittadini di Pergine ama questa zona così com’è e non desidera cambiarla, semmai forse servirebbe solo una maggior attenzione alla manutenzione dell’erba e delle piante, ma nulla più. Perché dunque non lasciarlo così? Perché modificare tutto in nome dell’attrarre visitatori che, prima di portare indotto porteranno sicuramente tanta confusione? Non è che poi ci sarà anche bisogno di ampliare le vie carraie d’accesso alla collina e di creare servizi utili agli ospiti?

Ci si chiede infine ora, come ultima ed accorata domanda: la nuova Amministrazione è ancora in tempo per fermare la realizzazione di quest’opera che sembra poter portare beneficio solo a chi la realizzerà?
Si auspica un interessamento della Giunta, prima che sia veramente troppo tardi!

Cinzia Albertini

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