Panico referendum, Stiglitz: italiani, se votate crolla l’euro

    Joseph Stiglitz, già Premio Nobel per l’economia, dichiara che teme una catastrofe per l’Europa, in particolare per quanto riguarda l’Italia: se vincesse il No nel referendum, potrebbe seguirne il crollo dell’euro. Di conseguenza, invita Renzi a “rinunciare al referendum” disdicendo la consultazione popolare. Stiglitz non è un giurista, dice Aldo Giannuli, ma almeno potrebbe informarsi prima di aprir bocca.

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    Soros con Renzi: Sì al referendum, cioè al diktat della Bce

    Pochi giorni fa George Soros sul “Corriere della Sera” dispensava buoni consigli a Renzi su come vincere il referendum costituzionale. In questo modo il più famoso di quei moderni pirati che sono gli speculatori finanziari internazionali confermava ciò che in molti sappiamo.

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    SOLTANTO UN NO CI PUÒ SALVARE

    Le ragioni per il NO al referendum

    di  Paolo Becchi

    L’intento di queste pagine è mettere la popolazione italiana a conoscenza dei cambiamenti più rilevanti apportati alla Costituzione, quelli cioè che andranno maggiormente a incidere sulla nostra vita politica, qualora il prossimo referendum dovesse confermarla. Nei Paesi in cui i referendum, in quanto reali strumenti di democrazia, sono molto diffusi, i cittadini ricevono a casa il testo su cui saranno chiamati ad esprimersi, in modo da poter votare con un’informazione adeguata, e le discussioni sono sempre molto vivaci; da noi, invece, si impone una vasta propaganda di regime, alimentata con l’aiuto di giornali e televisioni compiacenti.

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    Mar 31 Maggio 2016

    I padroni della vita

    I padroni della vita

    Ad autunno voteremo per il referendum che sancirà se l’Italia sarà un Paese finalmente riformabile o se dovrà proseguire ad essere riformato con mezzi impropri, di volta, in volta, adeguati alla bisogna.

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    • L’obiettività democratica degli USA
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      Le autorità di Kiev hanno ordinato all'esercito di reprimere il movimento di protesta del popolo del sud-est dell'Ucraina. Le autorità attuali di Kiev, ovviamente, non sono autonome e non fanno nulla senza gli ordini diretti di Washington e Bruxelles. Con questo tramonta il mito che l'Occidente vuole aiutare l'Ucraina a diventare libera, prospera e democratica.
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