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Domenica, 02 Marzo 2014

La Democrazia è a senso unico?

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Mentre in Italia stiamo attendendo frementi le riforme che il nuovo premier Renzi, transvolato in Parlamento dalla poltrona di sindaco di una media città, apporterà alla nostra malata democrazia, in Ucraina si stanno vivendo da alcune settimane, giorni di scontri cruenti tra opposte fazioni.

Il colpo di stato che ha consentito nei giorni scorsi l’insediamento del nuovo presidente ad interim Turcinov, ha accolto il favore unisono di USA e UE, che hanno tempestivamente plaudito, per bocca dei rispettivi massimi esponenti al rivolgimento Ucraino.

Obama e Van Rumpuy, si sono affrettati a benedire il colpo di stato che ha costretto all’esilio volontario in Crimea il legittimo premier ucraino Yanukovic che, la nostra stampa si affanna a proporre come un distratto uomo di stato, molto più coinvolto dall’interesse per le collezioni di auto, moto d’epoca e ciarpame vario.

Il nostro nuovo Presidente del Consiglio, si è oggi pronunciato definendo “inacettabile” la violazione di sovranità perpetrata da reparti speciali dell’esercito russo, che si dice, siano entrati in Crimea a sostenere il fuggitivo presidente ucraino.

Ma, nei fondamenti della concezione democratica degli stati non vi è forse ben scritto il principio per cui è il popolo ad essere sovrano, a condizione che si esprima in libere elezioni, accessibili a tutti?

In Ucraina, i rivoluzionari che hanno assunto il potere e insediato l’ex capo dei servizi di sicurezza Iatsenuk al posto di Yanukovic, hanno fissato per il 25 maggio p.v. la data nella quale avranno luogo le elezioni nelle quali eleggere i nuovi rappresentanti del popolo e quindi il nuovo premier.

Buona norma diplomatica, della quale si potrebbero citare centinaia di esempi, ma soprattutto imprescindibile regola democratica è data dall’attendere l’esito del pronunciamento popolare, prima di sostenere qualsivoglia leader e governo. Diversamente si rischia di sostenere dei rivoluzionari, probabilmente sorretti da validissime ragioni politiche, ma pur sempre tali, sino a quando non intervenga a sorreggere il loro pensiero e la loro azione la legittimazione del voto democratico.

Vladimir Putin, sa bene a cosa aspirano Obama e Van Rumpuy con i venti di rivolta, forse legittima, che stanno sconvolgendo l’Ucraina. Non vi è in essi nulla di democratico, ma molto di venale e soprattutto d’imperialistico. Si tratta della stessa aria che, in questi ultimi anni ha scosso molti Paesi del nord Africa e che ora vede impegnati gli USA nell’attacco simultaneo a tre stati sovrani: Siria, Venezuela ed Ucraina.

Bisogna fare attenzione a smantellare il concetto di “Democrazia” assumendone  interpretazioni difformi alla tradizione: potrebbe favorire una deriva d’incontrollabile, capillare, ingiustizia, non arginabile nemmeno con droni di qualsivoglia tipo.

 

Stefano Radi

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