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La libertà di tutti

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Il Sindaco di Pergine Valsugana Roberto Oss Emer, ha emanato questa settimana un’ordinanza con la quale ha reso accessibile ai cani, un piccolo tratto di spiaggia del lago di Caldonazzo.

Scelta di civiltà.

Nei Paesi culturalmente più progrediti d’Europa, i cani hanno normalmente facoltà d’accesso nei locali pubblici ed in quelli ubicati nelle aree di servizio autostradali sono spesso presenti, all’ingresso, ciotole riempite d’acqua e crocchette, mentre per le loro necessità fisiologiche vi sono specifiche aree attrezzate.

E’ evidente che i cani debbano essere dotati d’educazione, ovvero che il padrone abbia loro inculcato quei semplici, elementari insegnamenti, intesi ad evitare che Fido rechi molestia alla libertà altrui, sporcando, saltando, correndo come fosse uno di quei bambini di varia età che s’incontrano sempre più spesso anche nei ristoranti del nostro lago, ai quali, genitori ignari delle più elementari regole della convivenza civile, permettono di farlo.

Fido non abbisogna di corsi specializzati per imparare a “dare la zampa” o di fare inutili esercizi di lavoro chiamati “agility”, che lo rendono più simile ad una povera scimmietta da circo, ma di pochi rudimenti basilari che gli consentano accessibilità al contesto sociale, senza essere invadente ed abusare della pazienza, più che della tolleranza delle persone presenti. Analogamente a ciò che servirebbe a molti pargoli delle novelle generazioni, vieppiù cresciuti, talvolta con sei o sette lustri d’esistenza sperimentata alle spalle, ancora ignari del fatto che la loro legittima libertà cessa laddove inizia quella del proprio vicino di spiaggia o di tavolo.

La considerazione di se stessi, a cui tanto tengono esibendo in pubblico indumenti griffati e profondendosi in inutili quanto vacui scambi di twitt, gli sarebbe indubitabilmente attribuita dagli altri mediante l’adozione di comportamenti che, con la silente compostezza dei modi, ne manifestino il livello d’intelligenza e di sensibilità.

Ad majora!

 

Mirco Cattani

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