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Niente di nuovo sotto il sole d’agosto

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Per il nord d’Italia agosto 2014 è scarso di sole, ma, come da consuetudine pluridecennale, ricco delle solite esternazioni governative, che riguardano le difficoltà dei conti pubblici e le misure per fronteggiarle.

Il debito pubblico è ormai da molto tempo, l’alibi governativo per assumere qualsiasi decisione a danno dei cittadini, rei per la UE di aver troppo avuto e speso nei scorsi lustri. Ma chi non s’accontenta delle parole dell’imbonitore di turno, scorrendo le statistiche e leggendo le analisi economiche relative ad alcuni importanti Paesi dell’Occidente, come gli USA, s’accorge che la situazione italiana non è affatto dissimile dalle altre e, anzi, in taluni casi persino migliore.

Ed allora?

Balza agli occhi, evidente, la pretestuosità degli argomenti sin qui addotti e le difficoltà che i provvedimenti assunti hanno procurato a persone ed aziende, in nome di astratti parametri ed errate valutazioni economiche, che hanno indotto questa settimana persino la cancelliera Merkel a strigliare 18 premi nobel convenuti a Lindau sul lago di Costanza, chiedendo se PIL e tasso di occupazione siano ancora indicatori validi per progettare la vita di milioni di persone oneste.

Certo che no. Ed allora è tempo di porre una domanda al nostro presidente del Consiglio ed allo stuolo di preti neri della finanza che razzolano nel parterre di Bruxelles, prendendo aiuto dall’eloquenza ciceroniana:

Quousque tandem abutere Renzi & Co. patientia nostra? Fino a quando dunque, Renzi & Co. abuserete  della nostra pazienza?

Quanto a lungo ancora codesta vostra follia si prenderà gioco di noi? Sino a che punto si spingerà la vostra sfrenata audacia?

Sino a quando, come nel 63 a.c. la dabbenaggine e l’indifferenza dei cittadini glielo permetteranno.

E’ inutile lamentarsi delle nuove tasse, dirette ed indirette, del lavoro che non c’è, di quello che non si può intraprendere, della decadenza dei costumi e della rarefazione degli autentici rapporti d’amicizia, se non si pongono attenzione ed impegno alla propria vita. La democrazia diviene dittatura della distrazione e non bastano i nuovi diritti pretestuosamente concessi ai diseguali, vantati come vessilli di libertà a sciogliere le catene che, invece, quotidianamente, da anni, avvinghiano sempre più milioni di italiani.

Niente di nuovo sotto il poco sole di questo agosto, eccetto la constatazione che della considerazione per l’intelligenza del popolo italico non vi è più ombra.

 

Mirco Cattani

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