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    Guerra alla famiglia

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    Guerra alla famiglia

    A Palazzo Cisterna di Torino si svolto nei giorni scorsi un incontro organizzato da una serie di associazioni, che sostengono i valori della famiglia tradizionale, dal provocatorio titolo: “In Occidente la famiglia è discriminata?”

    Tra i gli oratori vi era l’ambasciatore russo all’ONU Alexey Komov, invitato, essendo la Russia l’unico stato dell’occidente, che persegue politiche in sostegno dei valori della famiglia.

    La mondializzazione e la banalizzazione dei valori dell’occidente avviata a partire dagli anni novanta, all’ombra della “Globalizzazione” accolta da tutti come un evento ineluttabile, con massive campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, svolte subdolamente proponendo presunte nuove libertà e stili di vita, ha oggi raggiunto gli obiettivi voluti, funzionali all’abbattimento alla radice dei valori nazionali dei singoli stati, patrimonio della loro cultura ed elemento di primaria caratterizzazione delle rispettive identità, procurando la sostanziale dissoluzione delle famiglie tradizionali e lo smarrimento nelle nuove generazioni.

    In Italia, mentre la cronaca politica resa dai media è stata pervasa dalle vacuità e dalle bassezze comportamentali dei leader politici, la gestione e l’interpretazione delle leggi attinenti alla famiglia è stata tacitamente modificata, senza ricorrere al necessario intervento del legislatore e della legittimazione che ad esso perviene dalla volontà politica dei cittadini.

    E’ infatti all’ordine del giorno la singolare condizione di nuclei familiari, di fatto dissolti, coabitanti sotto lo stesso tetto, per sopperire alla paradossalità di situazioni imposte dalle condizioni economiche, che sopravvengono all’atto dell’interruzione di un matrimonio o di un rapporto di convivenza.

    La massiva diffusione di un precariato di rapporti familiari, minati da dissidi, talvolta scaturenti da ragioni generate dall’adozione di modelli comportamentali tratti da disvalori e dalla dilagante superficialità intellettuale, mina nel profondo la società, procurando senso di smarrimento e sfiducia nei rapporti affettivi e gravi problemi di equilibrio psicologico nei figli. Anche la sfera dei rapporti interpersonali, fondamentali per l’equilibrio della psiche umana, appaiono sempre più finalizzati al mero interesse venale e, specialmente tra i giovani e coloro che ritengono d’essere maggiormente emancipati, ristretti all’ambito asfittico dell’esibizionismo mendace dei social network.

    In questo contesto, sono all’ordine del giorno di molti governi occidentali, iniziative di legge per dare facoltà agli omosessuali di contrarre matrimonio e includervi la prole, variamente generata.

    Tutto ciò in nome di una lotta all’intolleranza ed alla discriminazione, che eretta a valore indiscutibile, mal si concilia sul versante delle altre fondamentali libertà, sancite nei fondamenti del diritto degli stati democratici.

    Infatti, in nome della sicurezza, del superiore interesse economico, dell’opportunità di dare spazio solo alle grandi imprese produttive e commerciali, della necessità a sottomettersi ai disposti dei trattati transnazionali, siglati, per quanto ci riguarda, da governi costituiti da membri dichiarati illegittimi dalla Consulta, subiamo il quotidiano ridimensionamento della nostra facoltà d’azione in ogni campo.

    E’ questa logica palesemente dicotomica, che lascia quantomeno perplesso anche il cittadino più distratto dalla propria routine quotidiana.

    Forse, sarebbe utile rammentare che la famiglia ha costituito e costituisce il luogo primario di aggregazione dell’uomo ed è l’elemento fondamentale per la realizzazione di una nazione nella quale possano liberamente riconoscersi e convivere fondamentali peculiarità culturali. Particolarità, che poste a contatto nei rapporti internazionali, possono creare proprio per la loro diversità, una ricchezza d’esperienza per tutti i popoli.

    Ben vengano quindi i convegni che tentano lodevolmente di attrarre l’attenzione sul problema, ma è forse giunto il tempo di rendersi conto della stringente contingenza del momento: contro la famiglia è stata mossa una guerra.

    Siamo stati progressivamente sospinti sul bagnasciuga, con la scusa che la vista dell’orizzonte a bordo mare era più attraente, ma ora l’acqua non lambisce più i piedi, ma ci ha raggiunti alla gola.

    E’ tempo di comprendere che l’inganno è stato perfido.

     

    Mirco Cattani

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