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Domenica, 23 Novembre 2014

L’emotività di Facebook In evidenza

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L’emotività di Facebook

La notizia della morte del Presidente del Consiglio regionale Diego Moltrer, è balzata all’attenzione dei media nazionali, a seguito il post apparso su face book scritto dal segretario del partito nazionale animalista europeo Enrico Rizzi. In esso l’autore richiamava, post-mortem, l’attenzione di Moltrer su cosa significasse la morte.

Becero modo per sottolineare ad un “convitato di pietra”, impossibilitato a replicare, la fondatezza delle proprie idee, in tema di preservazione della fauna alpina e degli animali in generale. La morte, indissolubilmente unita alla vita, è un momento che incute naturale rispetto, ad ogni latitudine, chicchessia raggiunga.

Quel post non ha dato la stura ad un dibattito etico sui valori della vita, ma sulla fondatezza, sulla coerenza di una posizione anti o pro caccia, nel quale indignati “postatori”, hanno espresso la loro dissociazione all’esternazione del Rizzi, purtroppo spesso utilizzando, nei suoi confronti, banalmente ed emotivamente, la sua stessa logica.

Desolante panorama, offerto da uno strumento di comunicazione di massa, che dimostra ancora una volta la propria pericolosità etica. In luogo del bar, posto nella piazza, ritrovo di socializzazione di un tempo, ove prevalevano su ogni argomento, dallo sport alla politica, le riflessioni e gli umori di chi esternava il proprio vacuo pensiero con maggior tono di voce o grossolanità di attributi, abbiamo oggi un ambito che consente una divulgazione d’incomparabile portata, a sciocchezze alle quali non meriterebbe fosse dedicato nemmeno un centesimo di secondo d’attenzione.

In una società nella quale, alla faccia delle proclamate libertà democratiche, tutto del comportamento umano che abbia valenza venale è normato da leggi e perseguito se violato, appare singolare come uno strumento che induce facilmente all’emotiva presa di posizione, perché utilizzabile senza preventiva riflessione, possa liberamente diffondersi e prosperare, utilizzato ampiamente anche da politici di carriera, desiderosi di apparire rapidamente comunicativi.

I social, con gli umori personali contenuti, posti a disposizione del marketing internazionale sono come anelli attaccati alle narici, ai quali è semplice apporre una catena e trascinare l’emotivo postatore ovunque si desideri.

 

Mirco Cattani

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