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Pensioni ultime notizie: fallimento in arrivo, novità deludenti

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Pensioni ultime notizie: fallimento in arrivo, novità deludenti

Con il referendum costituzionale alle porte, il governo Renzi si gioca molto sulla riforma pensioni.

Lavoratori anziani e pensionati rappresentano uno dei più grandi bacini elettorali in Italia: presentare novità in grado di compiacerli potrebbe essere determinante per la vittoria del Sì.

Matteo Renzi lo sa benissimo e le stanno studiando tutte per presentare degli spot elettorali sul fronte pensioni. Purtroppo basta un rapido sguardo alle idee che girano nelle ultime notizie sulle pensioni di questi giorni, per capire che proprio e soltanto di spot elettorali si tratta: all’orizzonte non ci sono dei veri e propri scossoni positivi per il mondo previdenziale.

C’è chi dice che la riforma Fornero ha salvato l’Italia, c’è chi dice che è stata la rovina per milioni di lavoratori: di certo la legge del governo Monti ha rimandato di diversi anni il momento di andare in pensione per molti over 60, talvolta già con una quarantina di anni contributi versati alle spalle.

E’ quindi da tempo che si martella sulla necessità di una flessibilità in uscita e, in particolare, di interventi per i lavoratori precoci.

Al momento attuale le pensioni anticipate, senza vincoli di età, richiedono 42 anni e 10 mesi (prima del 2011 ne bastavano 40).

La flessibilità in uscita era stata assicurata dal governo Renzi per la legge di Stabilità dell’anno scorso, per poi saltare all’ultimo momento.

A quasi un anno di distanza, si continua ad annunciarla, ma di fatto non si parla di niente che assomigli alla quota 41 (cioè in pensione dopo 41 anni di contributi, senza altre storie).

La quota 41 è giudicata  troppo costosa: il massimo che si potrebbe fare, a giudicare dalle ultimissime news sulle pensioni, sarebbe un bonus contributivo di 4-6 mesi per ogni anno di contributi versato prima dei 18 anni di età.

Come al solito i pronostici sul Pil sono stati troppo ottimisti e ora al governo Renzi non tornano i conti:

Anche gli interventi sulle pensioni minime e quelle sotto i mille euro sembrano essere saltati: addio 80 euro anche ai pensionati, la coperta stavolta è troppo corta. Si parla soltanto di un qualche tipo di misura per la quattordicesima, in modo tale da aumentarla a chi già la percepisce oppure di estendere la platea degli aventi diritto elevando il requisito della soglia di reddito da non superare.

Dell’Ape (Anticipo pensionistico) meglio non parlarne: chiedere a un over 63 di accendere un mutuo ventennale con una banca, in modo tale da poter lasciare il lavoro al massimo con tre anni di anticipo, va oltre l’insulto, è praticamente come prendere per il collo chi non ha altre scelte, essendo rimasto senza lavoro e senza pensione in età avanzata.

Davvero un po’ pochino, queste novità all’orizzonte: francamente non abbastanza per svendere la Costituzione e il proprio voto, ammesso che la nostra Carta fondamentale possa avere un prezzo.

 

 

Fonte: http://www.newspedia.it/

 

 

 

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