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Denaro contante: una libertà che ci vogliono togliere

Sono trascorsi pochi giorni da quando ho riferito della gravità della situazione venezuelana e, ora, coerentemente alla crisi globale che ritengo scientemente orchestrata, mi trovo costretto a riferire dell’India nel caos, delle corse agli sportelli, della valuta in caduta libera e dell’incertezza economica. 

Pubblicato inNazionale / Estera
Venerdì, 19 Luglio 2013 19:32

PETROLIO E LIBERTA'

I recenti avvenimenti dell’Egitto hanno posto in allarme i mercati petroliferi ed hanno provocato un aumento dei prezzi, probabilmente temporaneo.

L’Egitto non è un grande Paese produttore di petrolio, la sua produzione supera di poco i 500.000 barili per giorno, ma quella egiziana è un area dove transitano oltre 3 milioni di barili al giorno, attraverso il canale di Suez ed il parallelo oleodotto Sumed (Suez-Mediterraneo). Questo fa comprendere la ragione della preoccupazione degli operatori del petrolio per l’attuale crisi politica egiziana.

Esistono tuttavia altre potenziali situazioni d’instabilità politica, che potrebbero manifestare i loro rispettivi effetti nel corso dei prossimi mesi. Esse riguardano tre grandi paesi petroliferi, prossimi alla stessa area geografica: l’Iran, l’Irak e la Libia.

Pubblicato inLavoro e Economia
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