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Domenica, 05 Luglio 2015

Vaffanculo!

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Vaffanculo!

Le consultazioni elettorali di questi “tempi moderni”, sono ordinariamente, negli stati democratici degli appuntamenti con la scontatezza. Tali e tante sono le alchimie di marketing poste in opera presso l’elettorato prima del loro svolgimento che l’esperienza della scontatezza del risultato, allontana sempre più elettori dalle urne.

In Grecia la disperazione delle persone e il senso civico nazionale sono prevalsi agli inquinamenti ed alle manipolazioni dell’opinione pubblica, operate sino a poche ore prima del voto, da parte di quell’avido interesse internazionale, che dopo aver fatto della Grecia un pollo da spennare, ne descrivevano un’immagine di nazione approfittatrice e insolvente.

E’ la balla del debito, artatamente creata nei scorsi lustri dalla propaganda delle grandi centrali della finanza mondiale che, dopo aver fatto produrre normative “ad hoc” per i propri piani di governo del mondo, vorrebbero impossessarsi della totalità delle sovranità nazionali. A questa gente non basta il guadagno, ma importa assai più il potere, senza mediazioni di governi, partiti, sindacati, consessi di democratica e civile espressione.

Ora la Grecia, dopo mesi di pressioni indebite, materialmente e psicologicamente esercitate sulla popolazione onesta della nazione, può affrancarsi da esse e porre i manutengoli di queste centrali della finanza, siano essi funzionari di alto livello dei massimi organismi finanziari o premier d’importanti nazioni, innanzi al loro fallimento pubblico. Una sconfitta dell’arroganza politica e del desiderio di sopraffazione.

Quarantotto ore, può essere il termine temporale entro il quale i governanti greci potranno alzarsi dal tavolo delle inutili trattative e dire basta, in nome del loro popolo. I cittadini onesti della Grecia non sono debitori insolventi, ma concussi, vittime di usurai dispotici, rei di aver fatto produrre piani economici e normative internazionali e nazionali funzionali all’estorsione di un popolo.

Innanzi al risultato delle urne, che avrà una portata storica, per gli effetti che potrebbe produrre a breve sul piano degli equilibri geopolitici attuali, qualora l’arroganza dei vessatori dovesse persistere, sorge un motivo di rapida riflessione anche per il contesto italiano, affatto dissimile da quello greco.

Innanzi a questo timore, le agenzie di stampa comunicano che frau Merkel e messieur Hollande, si starebbero consultando sul da farsi, mentre Guy Verhofstadt, belga, capogruppo dell’ALDE, già presidente del Consiglio Europeo, invita il premier greco Tsipras a presentarsi al tavolo della prossima riunione con proposte serie.

Ma le “proposte serie” di cui parla messieur Verhofstadt, sono già state fatte da mesi dal governo greco è l’arroganza e la spocchia di BCE e FMI che non sono mutate.

Presidente Tsipras, ci faccia un favore, si segga al tavolo delle trattative, apra la sua cartella e con l’enfasi dei grandi annunci pronunci, in un semplice italiano: “Signore e signori: vaffanculo!”

Gliene saranno grati non solo i cittadini greci vessati da anni di frottole legalizzate e ingiustizie, ma anche tutti gli onesti abitanti d’Europa, disgraziatamente associati alla UE.

 

Stefano Radi

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