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Lunedì, 07 Settembre 2015

Giù la maschera!

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Giù la maschera!

Secondo una recentissima pubblicazione della Rand Corporation, che fa riferimento ad Henry Kissinger, l’influentissimo ex segretario di stato USA, parente degli Elkann, gli stati uniti debbono considerare con attenzione l’evoluzione di alcuni scenari geopolitici, che minano la loro leadership unipolare. Preservare l’ordine internazionale è un imperativo, senza il quale il mondo rischierebbe l’anarchia.

In questo manuale strategico, perché di questo si tratta, gli USA rappresentano l’ordine, mentre il disordine mondiale è incarnato da Cina e Russia.

Con l’occupazione della Crimea, attuata dalla Russia in febbraio del 2014 senza sparare un solo colpo, gli USA si sono resi conto che l’orso russo era uscito dal letargo nel quale era piombato, dopo l’implosione del sistema sovietico.

Putin non stava più passivamente alla finestra ad osservare l’infinità di azioni, spesso tra loro contrastanti che la politica USA intraprendeva nel mondo, asservita alle brame di guadagno del gruppo di famiglie che, attraverso un reticolo di società internazionali, detengono le leve del potere finanziario mondiale.

Il primato degli USA, elettosi Paese guida del mondo è, secondo gli analisti redattori del manuale, in pericolo a seguito l’evoluzione di tre concorrenti: Cina, Russia ed UE. Le aree di scontro, commerciale e quindi economico sono individuate nel Medio Oriente, Europa ed Asia Occidentale.

Mentre il confronto militare con la Russia è già iniziato, seppure a distanza, utilizzando nel Donbass mercenari gli uni e patrioti gli altri e quello finanziario con la Cina sta entrando nel vivo proprio in queste settimane, la nostra disinformata e distratta opinione pubblica, considera questi fatti totalmente estranei alla propria vita.

Tuttavia la UE e l’Italia in particolare, sono completamente coinvolte in questo confronto, non solo per ragioni di alleanza militare (NATO), ma per la prossimità dei propri confini ai teatri caldi degli scontri (in queste ore, Ucraina e Siria in particolare), oltre che per gli effetti che queste dinamiche provocano all’economia e quindi al benessere di tutti.

La rinuncia russa a realizzare il gasdotto verso l’occidente dell’Europa, a seguito le sanzioni imposte dagli USA, il sostegno ai fondamentalismi islamici in funzione anti evoluzione del benessere dei Paesi del nordafrica, rivieraschi del mediterraneo (Libia, Egitto, Siria), con la conseguente emigrazione epocale di popolazioni nei Paesi della UE, sono autentici atti di guerra verso le popolazioni attivamente e passivamente coinvolte, dai quali traggono e trarranno vantaggi solo le multinazionali del business, le stesse che condizionano i governi di molti Paesi del mondo.

Al forum Ambrosetti di Cernobbio, palcoscenico dell’imprenditoria italiana che conta, l’ineletto ragazzotto messo a fare il capo del governo italiano, ha riscosso applausi che persino parte della stampa ha reputato gratuiti e degni della peggiore piaggeria. Ma, si sa: Renzi è stato insediato dagli stessi ambienti economici internazionali, che in Italia hanno come riferimento le sette aziende su cui è stata fondata la ricostruzione del Paese dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti inglesi ed americani, le quali ancor oggi, rappresentano il preciso riferimento di quegli ambienti.

Gli stessi che, in Francia e Germania detengono direttamente o indirettamente, gran parte dei pacchetti azionari delle maggiori società produttive di beni fondamentali e della finanza, quelli che a Bruxelles fanno fare lobby a soggetti che con la politica non c’entrano nulla, perché ineletti, ma attivi ed autorevoli membri di commissioni tecniche, cooptati con l’incarico di redigere le norme che il governo comunitario emana su loro suggerimento e che gli stati associati, mediante la sottoscrizione dei vari trattati, attuano in barba al volere ed ai bisogni reali dei rispettivi cittadini.

Anche quest’ondata di migrazione, sulla quale i media profondono lacrimevoli attenzioni, sono finalizzate ad ottenere ulteriori benefici economici per quest’orda di famelici impostori, che operano all’ombra di bandiere di stati sovrani, letteralmente abbindolandone gli abitanti, con la complicità di politici, giornalisti, banchieri e manager pubblici e privati, lautamente pagati, scherani dei loro voleri.

L’opinione pubblica dei Paesi maggiormente coinvolti in queste operazioni a tutti gli effetti, belliche, perché finalizzate all’invasione ed all’assoggettamento di popoli alla volontà ed a benefici altrui, pur comprendendo l’incongruenza di molte giustificazioni addotte dai propri politici, per l’attuazione di provvedimenti legislativi, evidentemente lesivi degli interessi nazionali e quindi della loro vita, non trovano un’unità d’intenti da poter opporre a cotanto raggiro.

Quest’incapacità, dopo essere stata costruita nel tempo in vari modi, tra i quali la massa di normative pseudo libertarie e garantiste sulla sicurezza, l’afflusso di contribuzioni economiche finalizzate allo sviluppo dell’agricoltura e di molti altri settori produttivi, nonché alla pseudo qualificazione di figure professionali varie, essenzialmente superflue per lo sviluppo collettivo, è ora cronicizzata nel sociale. Anzi, metabolizzando condizioni di vita che solo vent’anni or sono sarebbero state impensabili ed inaccettabili per uomini e donne degli stati maggiormente coinvolti da quest’ondata di profonda manipolazione sociale, le popolazioni si stanno suddividendo in nuove fasce sociali, nelle quali origine demografica, livello d’istruzione ed età, non rappresentano più elementi di differenziazione.

E’ la ristretta appartenenza alla cerchia dei cortigiani del sopruso internazionale, mediante la correlazione asservita ai detentori del potere reale, a costituire il primo sparuto, ma influente gruppo; mentre è ben più numeroso lo stuolo di portatori d’acqua più o meno consapevoli, perché difformemente retribuito e socialmente autorevole a costituire il secondo. Il terzo pur consapevole della situazione reale, non riesce ad individuare un’aggregazione rappresentativa delle proprie istanze, bloccato dalla sfiducia verso le ideologie scaturenti dalla tradizione del pensiero europeo e da leggi che impediscono la rappresentatività partitica, che sia priva di sostanziosi fondi economici. Questo terzo gruppo, che è l’elite reale della società, quello che in ogni epoca critica ha fatto la differenza innanzi agli opportunismi della massa ed all’avidità dei cialtroni, giace ora inerte, sfiduciato innanzi all’insipienza dei vessati, progettando ed attuando solo la propria volontaria emarginazione dal contesto sociale.

Innanzi a questo scenario apocalittico per le prospettive di vita delle genti   del mondo, per una società fatta in massima parte di onesti finalizzati allo sviluppo della propria e della altrui esistenza in pace e mediante l’uso del proprio ingegno, senza l’arrogante presunzione di alcuno ad ergersi tutore fraudolentemente interessato della vita altrui, si sta palesando con sempre maggiore evidenza l’arroganza dei prepotenti e dei disonesti che vorrebbero disporre del mondo.

Le incongruenze delle loro azioni, la negatività delle loro iniziative finanziarie, la palese falsità delle ragioni addotte a sostegno di politiche sociali ed economiche, la menzogna dei fatti della storia recente, sulla quale è fondato il nostro vivere presente, il tentativo di diffondere nelle società nuove pratiche di vita e di aggregazione in fondamentale contrasto con la natura dell’uomo sano prima che delle sue tradizioni a beneficio della dissoluzione di quell’etica che gli giova fondamento nelle situazioni di vita più difficili, stanno però creando nell’opinione pubblica diffusi dubbi sulle rispettive governance. A tutti i livelli si sta comprendendo come la menzogna sorretta dal marketing, sia la prassi e questo nonostante l’informazione tipica dei periodi bellici, la disinformazione, sia in esecuzione già da anni.

Gli analisti degli USA, al soldo delle multinazionali, se ne sono accorti ed hanno dato l’allarme. Russia e Cina rappresentano oggi non solo i propri interessi nazionali, ma sono il baluardo di difesa contro l’ipocrisia dietro alla quale si cela l’arroganza degli avidi. Così mentre la UE, con i Paesi principali, imbastarditi dagli effetti dell’onda lunga della seconda guerra mondiale, segue come un’oca giuliva le armate USA nel mondo, spendendo quattrini dei contribuenti contro i rispettivi interessi nazionali, Russia e Cina, contribuiscono allo smascheramento di quella democrazia tanto decantata che oggi in occidente impersona un personaggio da carnevale.

La natura ancora una volta, fortunatamente, avrà il sopravvento sull’uomo.

 

Stefano Radi  

 

 

 

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