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Sabato, 27 Febbraio 2016

Borderline

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Borderline

L’ineletto, che i sondaggi presidenziali danno da mesi in olimpionica discesa di consensi, sta tentando di riguadagnare fiducia tra gli elettori del suo partito in vista delle importanti tornate amministrative, atteggiandosi a difensore degli interessi nazionali presso gli impostori di Bruxelles.

Opera ardua, specialmente nel momento in cui, dall’estero, si chiama l’italietta all’armi per una nuova guerra santa in Libia e le sanzioni alla Russia pressano anche aziende che avevano scommesso molto sul parolaio toscano.

La legge Cirinnà attende di fornire nuove libertà ed opportunità a chi ancora non ce l’ha la. La rima, infelice e banale non riesce però ad eguagliare in insipienza i contenuti ed i fini e persino i pretesti addotti come ragioni fondanti per la sua approvazione.

Gli USA procedono nella ormai consolidata politica del caos: agli accordi di Obama con Mosca per una tregua in Siria ed alla cessazione delle sanzioni all’Iran, fanno da contraltare le dichiarazioni bellicose ed intransigenti di capi e sottocapi di vari organi dello stato, CIA in testa, che ritengono la Russia una tangibile minaccia all’egemonia americana nel mondo.

E se di egemonia etica si tratta, allora hanno ragione. Impossibile non dare torto a chi veda nel rinnovato ruolo internazionale della Russia, non solo la nazione che tenta di salvaguardare i propri interessi territoriali ed economici, ma il Paese che rimane come unico baluardo del pensiero filosofico europeo, dei valori tradizionali sui quali, prescindendo dalla natura, si è fondata e talvolta duramente scontrata per interposti interessi economici, la società occidentale.

Persino il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, non ha mancato di rilevare, nel corso della sua campagna elettorale contro Joe Bush, ennesimo membro della casata che ha già sfornato due presidenti degli Stati Uniti, quanto i valori di riferimento per la costituzione americana siano stati abbandonati negli ultimi decenni. Anzi, quanto gli americani che non contano, quelli che però lavorano e producono per il Paese, che vanno in guerra e soffrono delle restrizioni alle libertà a vario titolo loro imposte dopo l’11 settembre, siano consapevoli dei raggiri e della precaria situazione economica creata al tesoro del Paese dalle guerre disgraziate ed inutili mosse da Bush junior all’Iraq ed all’Afghanistan, con costi enormi per i contribuenti ed il contemporaneo arricchimento e rafforzamento della lobby militare - industriale, che ora vorrebbe imporre nuove guerre al mondo.

E ciò accade mentre la Turchia retta da un predone, che riscuote profondi dissensi nel suo Paese, tenta con avventate imprese militari, ipocritamente occultate, di guadagnare meriti personali presso i prepotenti del mondo, nel contempo in cui la vicina Grecia, già al tracollo economico grazie ai salvifici interventi della Bce e del FMI è ora invasa da centinaia di migliaia di profughi, prevalentemente afghani, artatamente smossi dal proprio Paese, per svuotarlo, come la Siria, di nuovi combattenti anti americani.

Infine, ma non è purtroppo la fine del peggio, tutti i governanti delle principali nazioni europee si sono riuniti nei giorni scorsi, per dare, dare e dare, ancora qualcosa a quell’Inghilterra che, perso il predominio coloniale sul mondo nel 1945 è divenuta patria degli interessi economicocommercialfinanziari dei maggiori cialtroni esistenti sul pianeta e, dopo aver svolto il ruolo di cavallo di troia nell’Europa Unita, ora minaccia di uscirne sotto la spinta delle difficoltà innescate dall’inavveduta quanto artata politica dell’ospitalità ai rifugiati del Medio Oriente, dei quali, 4,6 milioni, sono siriani. Tanto a dire quanto sia stata premurosa la cancelliera Merkel ad invitarne buona parte nel suo Paese.

Anche di questa ex venerata signora della politica, gallina di Khol, oggi conosciamo realmente i fini e la reale natura della azioni politiche intraprese, oltre al limite di questa grossa coalizione, tanto inutile, quanto funzionale agli interessi di chi desidera una Germania priva di sovranità.

In questo marasma politico dove l’incertezza del domani è divenuta autentica sicurezza, emergono “con chiarezza due nuovi elementi: sappiamo chi sono i bugiardi, gli ipocriti, i cialtroni a libro paga delle multinazionali:

in sintesi i traditori della nostra fiducia di cittadini riuniti in ogni ambito geopolitico, che si definisce nazione; spazio che dovrebbe essere amministrato secondo leggi scaturenti dalla cultura delle persone che lo abitano, funzionali alle legittime esigenze di chi ci vive e lavora e non a quelle di terzi sparsi per il mondo o coattivamente sospinti ad emigrare per le precarie condizioni di vita create nel loro territorio a causa d’interessi stranieri.

In secondo luogo, finalmente, assistiamo al crollo della fiducia nel mainstream.

Due esempi vengono da “Fox News” di mister Murdoch, che ha smesso di comunicare i dati d’ascolto in tempo reale e dalla nostrana Auditel, che ha anch’essa sospeso la comunicazione dei dati d’ascolto.

Il 98% degli ascoltatori non si fida più delle informazioni ufficiali di stampa e tv, poiché hanno compreso che mentono sistematicamente, sfacciatamente, spesso travisando i fatti o non comunicando le notizie.

L’era dei talk show ha fatto il suo tempo, per bocca dello stesso premier che ha candidamente chiesto in pubblico che cosa ci stiano a fare nei palinsesti della nostra TV di stato, ora obbligatoriamente sovvenzionata da tutti.

Nelle scorse settimane Udo Ulfkotte, giornalista tedesco, ex editore dello stimatissimo quotidiano “Frankfurter Allgemaine”, ha dato alle stampe un libro, non ancora edito in Italia, dal titolo: ”Gekaufte Journalisten” pubblicato dall’editrice Kopp, nel quale dichiara, in un momento di resipiscenza morale, come la CIA corrompa e soggioghi in vari modi i giornalisti americani ed europei. Lo afferma uno che sa, avendo fatto parte della compagnia per ben 17 anni. Tutt’oggi nella grande Germania, patria dell’onestà, vi sarebbero, a suo dire, 321 importanti giornalisti, che si affannano a divulgare ed enfatizzare le notizie suggerite o gradite alla CIA, ovvero all’apparato preposto alla tutela degli interessi economici degli USA nel mondo.

Si sta sulla borderline, che produce la realtà dei fatti autentici del quotidiano, costituito da rapporti interpersonali prevalentemente ipocriti o finalizzati, di leggi restrittive delle fondamentali libertà personali, di altre che fagociteranno la dissoluzione della famiglia e quindi dello stato, ovvero dell’unico universo di tutela per il singolo, di balle politiche, funzionali alla distrazione dai problemi reali, di catastrofi procurate, per fini immediatamente imponderabili, di guerre travestite da incredibili missioni di pace, che causano lutti, odii e migrazioni epocali ed una visione della vita che, opportunamente gestita dal marketing di stato, diffonde nell’etere un effluvio di ostinata ed ottusa visione di tranquillità, prosperità, serenità, libertà, eguaglianza, utile a far metaforicamente proseguire il gregge nel suo cammino, l’armento alla soma, il mulo al tiro ed il cavallo alla corsa.

E’ un disturbo della personalità, ormai generalizzato ed evidente tra le persone anche nei più banali comportamenti individuali, al quale si rimedia con alchimie che arricchiscono, anch’esse, gli stessi fautori dei torti nel mondo. A lungo andare la terapia produce effetti indesiderati ed ancora non del tutto noti.

Pragmaticamente, attività pericolosa in tutte le epoche con la specie umana. La storia insegna.

 

Stefano Radi

  

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