Contenuto Principale
%AM, %16 %285 %2016

L’Italia dovrà scegliere: l’euro o la sopravvivenza economica

Postato da  
L’Italia dovrà scegliere: l’euro o la sopravvivenza economica

L’editorialista finanziario Ambrose Evans-Pritchard: Italia bloccata in una deflazione da debiti, con una crisi bancaria senza difese davanti ai vincoli dell’unione monetaria’

 

da L’Antidiplomatico.
 
“L’Italia deve scegliere tra l’euro e la sua sopravvivenza economica”, lo scrive sul Telegraph il noto editorialista finanziario Ambrose Evans-Pritchard. “Il tempo stringe per l’Italia, bloccata in una deflazione da debiti e alle prese con una crisi bancaria che non puo’ affrontare con i vincoli dell’unione monetaria”, scrive.
Dalla Traduzione de il Nord:
 
 
 
“Dal picco della crisi – prosegue Evans Pritchard – come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il prodotto interno lordo si e’ ridotto del 9% e la produzione industriale del 25%. Ogni anno la percentuale del debito rispetto al Pil sale: 121 per cento nel 2011, 123 nel 2012, 129 nel 2013, 132,7 nel 2015. Lo stimolo della Banca centrale europea svanirà prima che l’Italia riuscirà a uscire dalla stagnazione e il Fondo monetario internazionale, infatti, prevede una crescita di appena l’1% quest’anno. La finestra globale si sta chiudendo”.
 
[…]
 
Negli anni Novanta – continua Evans Pritchard in questo fulminante articolo pubblicato oggi dalTelegraph –  l’Italia registrava un ampio avanzo negli scambi commerciali con la Germania, prima che fossero fissati i tassi di cambio e quando si poteva ancora svalutare. In quindici anni l’Italia ha perso rispetto alla Germania il 30% di competitività sul costo di lavoro per unità di prodotto; dal 2000 la produttività è diminuita del 5,9%. I governi che si sono succeduti sono criticabili, ma la questione più rilevante è che oggi il paese non riesce a uscire dalla trappola”.
 
“A questa miscela combustibile – prosegue l’autore – si aggiunge la crisi bancaria, che rivela la disfunzionalità dell’unione monetaria e peggiora di giorno in giorno: prestiti non performanti per 360 miliardi di euro gravano sui bilanci delle banche. La vigilanza esercitata dalla Bce ha peggiorato le cose e il fondo Atlante potrebbe attirare sempre più banche nel pantano, aumentando il rischio sistemico. L’Italia è nel peggiore dei mondi possibili: a causa delle regole dell’Ue, non può prendere iniziative in piena sovranità per stabilizzare il sistema bancario e non esiste ancora un’unione bancaria degna di questo nome che condivida gli oneri. Renzi ha di fronte una dura scelta: o dice alle autorità europee di andare all’inferno o resta a guardare impotente che il sistema bancario imploda e il paese precipiti nell’insolvenza. L’Italia non è la Grecia, non puo’ accettare la sottomissione. Tra i poteri forti dell’industria italiana qualcuno ormai sussurra che l’uscita dall’euro potrebbe non essere così terribile. Sarebbe l’unico modo per evitare una catastrofica deindustrializzazione”. 
 
 Tratto da: lantidiplomatico

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • Le bambine che cercavano conchiglie
    Scritto da
    Titolo: Le bambine che cercavano conchiglie (titolo originale: Secrets of the Tides) Autore: Hannah Richell Editore: Garzanti "Bel romanzo che si legge in un soffio. La trama veloce e ricca di aspettativa, svela pagina dopo pagina, i segreti inconfessabili che hanno distrutto la serenità di una famiglia ed inflitto un pesante senso di colpa a tutti i suoi componenti. Ognuno di loro custodisce i propri incubi e solo il trascorrere degli anni permette, lentamente, un’introspezione individuale, che prima sarebbe stata troppo dolorosa.” Cinzia Albertini
    Leggi tutto...

Redattore

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto