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Domenica, 05 Febbraio 2017

La colonizzazione economica, fatta dalla Germania in Europa, smascherata da Navarro (vice di Trump)

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La colonizzazione economica, fatta dalla Germania in Europa, smascherata da Navarro (vice di Trump)

Napolitano, Mattarella, Monti, Renzi, Letta, Padoan, Romano e tutta la compagnia di giro dei personaggi che in Italia hanno sempre esaltato la UE come “il nostro radioso futuro” non hanno mai voluto accettare la verità: che l’Unione Europea rappresenta una colonizzazione dei paesi europei al servizio degli interessi della Germania e dei potentati finanziari.

 Loro ed i grandi media, tutti al servizio dei grandi gruppi finanziari, ci hanno sempre venduto menzogne e falsificazioni circa il vero scopo dell’Unione Europea ed il suo sistema oligarchico contrario agli interessi dei popoli europei.

Al contrario, gli stessi sopra menzionati, più i mondialisti come la Boldrini ed i giullari di regime (come Benigni e Saviano) e compagnia cantante, ci hanno sempre richiesto di consegnare più sovranità all’Europa di Bruxelles, violando la nostra stessa costituzione (Art. 1 : La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione).

Adesso arriva la resa dei conti perchè, a sostenere che l’Unione Europea è di fatto una forma di neocolonizzazione fatta dalla Germania che ha piegato gli altri paesi europei ai suoi interessi, non è un “complottista qualsiasi “ma è il principale consigliere economico di Donald Trump, Peter Navarro,  il quale, come aveva già anticipato il Presidente USA, sostanzialmente ha fatto capire che Washington considera che la UE ed il sistema dell’euro sono arrivati al capolinea dopo aver seriamente danneggiato le economie dei paesi deboli dell’Europa ed in particolare l’Italia, la Spagna, la Grecia ed il Portogallo.

Navarro, come prima aveva fatto Trump, ha dichiarato che la Germania utilizza fittiziamente l’Euro come un “marco travestito” (ha detto proprio così) con cui Berlino sfrutta l’Europa realizzando un enorme surplus commerciale, a vantaggio del proprio sistema industriale, cosa che, oltre a danneggiare i soci europei, sta danneggiando anche gli Stati Uniti. Adesso è arrivata l’ora di “darci un taglio” e Washington si riserva di trattare l’Unione Europea come la Cina (imponendo cioè i dazi e la fine dell’euro o la rivalutazione dello stesso). Quest’ultima affermazione è implicita nel discorso di Navarro.
Navarro, in un’intervista al Financial Times, dice quelle che per molti sono verità scomode, soprattutto per la classe politica italiana euroserva e per gli stessi eurocrati di Bruxeles. Il principale consigliere economico di Trump ha infatti spiegato che Berlino utilizza un euro “esageratamente sottovalutato” per avvantaggiarsi sugli Stati Uniti e sui suoi partner europei.

Peter Navarro

Le dichiarazioni di Navarro, per chi segue controinformazione.info ed altri siti web alternativi, sono come la “scoperta dell’acqua calda”, sono le cose che andiamo dicendo da anni: l’Unione Europea è una unione eterogenea a livello macro e micro economico ma ha la stessa moneta, la Germania è il paese che  al meglio ha tratto vantaggio da questa situazione. Nello stesso tempo Navarro indica la necessità di fare negoziati bilaterali con ciascun paese europeo senza che l’Unione Europea possa intervenire nel suo complesso. Fra l’altro seppellisce definitivamente il TTIP, cioè il trattato esaltato dagli euroservi di casa nostra che avrebbe consegnato l’Europa alla mercè elle grandi corporations USA. Vedi: I pezzi dell’Unione Europea cadono uno ad uno…

Queste dichiarazioni significano in sintesi che gli USA si avviano verso una era di protezionismo economico e che l’intezione di Trump è quella di volere chiudere il deficit commerciale americano specie con Cina ed Europa (no non solo Germania ).
Ovviamente bisogna osservare che gli Stati Uniti, pur avendo un grosso deficit commerciale, godono tuttavia dell’enorme privilegio di avere la propria valuta (il dollaro) e il proprio enorme debito complessivo considerati sicurissimi e affidabili, a prescindere dalle dimensioni stratosferiche di questo, in quanto sono loro (la Federal Reserve) che creano i dollari, ne stampano quanti ne vogliono (per finanziare il loro mastodontico apparato militare/industriale) mentre tutto il mondo fa incetta di dollari finanziando così il deficit USA.

Finchè dura è una “pacchia” per Washington e, se il signoraggio del dollaro dovesse essere messo in discussione, allora aspettiamoci realisticamente una nuova guerra mondiale. Naturalmente prima di scendere in guerra ci diranno che la “democrazia è in pericolo” e che loro intervengono contro i cattivi cinesi, o contro il “tiranno” Putin, contro quei fanatici degli iraniani, tanto che in Italia anche la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, la RAI della Botteri, ecc…, sosterranno la loro propaganda e tutti andranno a fare la guerra per…. mantenere la supremazia del dollaro.

Chiaramente quello che interessa a Washington ed a Wall Street, a prescindere da chi sieda alla Casa Bianca, è mantenere l’egemonia finanziaria sul resto del mondo (per chi non lo avesse ancora capito), la globalizzazione serviva per questo fine ma adesso i cittadini statunitensi dell’America profonda si sono accorti di essere anche loro danneggiati da questa globalizzazione che ha avvantaggiato i ricchi ed i miliardari di Wall Street ma non gli operai e la “middle class” statunitense.

Naturalmente contano poco gli “starnazzamenti” di protesta  della Merkel o di qualche oligarca europeo come Tusk, che hanno tentato di rispondere alle critiche di Trump e di Navarro utilizzando i loro soliti argomenti ed i luoghi comuni. In particolare appare quasi patetica la frase di risposta della Merkel: “…..Noi Europei abbiamo fra le mani il nostro destino. Mi impegnerò perchè gli stati collaborino intensamente…..”

Detto da quella che sembrava la ventriloqua di Obama, sempre obbediente a tutte le direttive del premio Nobel, dalla collaborazione nel Golpe in Ucraina, all’accodarsi docilmente nel sottoscrivere le sanzioni contro la Russia, servizievole nel collaborare alla destabilizzazione di paesi come la Siria, servile con l’Arabia Saudita ed il Qatar, paesi alleati e ispiratori del terrorismo islamico, pronta a spedire truppe tedesche in Polonia e in Lituania per minacciare la Russia, fingendo di non vedere le conseguenze per la Gemania e per l’Europa dell’asservimento agli USA.

Adesso la Merkel finalmente si scopre come “protagonista del suo destino”. Ma pensa che trasformazioni sta suscitando Trump in Europa, quasi da non credere.

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