Contenuto Principale
Venerdì, 21 Aprile 2017

Francia: Le Pen fa ritirare bandiera Ue da studio tv

Postato da  
Francia: Le Pen fa ritirare bandiera Ue da studio tv

PARIGI (Pars Today Italian) – Niente bandiera europea per la presidente del Front National Marine Le Pen ma dietro di lei solo quella francese: coerente con le sue idee che puntano all’uscita della Francia dall’Europa e dall’euro, la candidata dell’estrema destra ha preteso di partecipare alla trasmissione televisiva ‘Demain Président’ di TF1 senza il vessillo dell’Europa sullo sfondo, come è consuetudine per tutti i candidati che partecipano alla trasmissione.

E’ cominciata così l’intervista alla leader del Fn, con il presentatore Gilles Bouleau che ha affermato: “Per accettare di partecipare a questa trasmissione, madame Le Pen, ci ha chiesto di togliere la bandiera europea che doveva stare dietro di lei”. E lei ha spiegato perché: “Voglio essere presidente della Repubblica francese, non della Commissione europea visto che ritengo che l’Ue abbia fatto parecchio male al nostro Paese, al nostro popolo, in materia economica, sociale, di scomparsa delle frontiere…”. Aggiungendo: “Del resto sarà la mia prima misura quella di restituire le frontiere ai francesi”.

Francia/ Presidenziali: ecco come la Le Pen sta scardinando il sistema politico transalpino

PARIGI– Il meccanismo elettorale francese è stato considerato per anni dal mondo accademico (Sartori in primis) un perfetto sistema sia perché in grado di garantire la partecipazione a tutti i soggetti politici, …sia soprattutto perché in grado, grazie all’artificio del secondo turno, di far vincere i partiti “giusti”. Infatti la conseguenza del ballottaggio è la concentrazione di voti al centro e la penalizzazione dei partiti con una offerta politica “estrema”. come abbiamo visto nel 2002 assistendo all’imbarazzante scena di rappresentanti trozkisty che invitavano al voto per Chirac per frenare Le Pen padre.

Tuttavia alle prossime elezioni qualcosa potrebbe cambiare: la vecchia classe dirigente ed il relativo codazzo di intellettuali prezzolati ed improduttivi mostra segnali di nervosismo. Non ci addentreremo ora in cifre ed analisi numeriche: è presto e soprattutto i sondaggi da qualche tempo sono usciti dalla statistica applicata alla ricerca politica e sono entrati completamente nel campo della disinformazione più bieca.

Rileviamo solo un dato che non è stato possibile nascondere: l’inedito successo delle offerte politiche populiste, radicali, alternative (chiamatele come volete) da entrambi i lati dello schieramento. In un momento di generale disaffezione alla politica sia Marine Le Pen che Melenchon hanno un elettorato mobilitato, risentito verso l’establishment, disposto al voto. Elettori chiamati “estremisti” dai media che non sentono di doversi più nascondere: elettori che voteranno e faranno votare.

In particolare il Front National sembra aver ottenuto una enorme vittoria nella società civile: non essere più percepito come un partito estremista se è vero, come sembra, che un elettore gay su tre voterà FN e addirittura un elettore islamico su dieci potrebbe farlo. Ed invece i vecchi partiti cosiddetti mainstream? Non solo non rappresentano più la società, se non marginali settori ideologizzati, ma anzi agli occhi dell’elettore medio appaiono incomprensibili e distanti. Pensiamo a Macron, il candidato tanto amato dai media: in un contesto di crisi diffusa e senza visibili miglioramenti quanto può risultare fanatico e estremista il suo bagaglio progressista e liberale? I francesi cominciano a chiedersi se valga la pena fare la fame in nome del libero mercato o della Ue.

L’elettore dei vecchi partiti appare come l’elettore italiano del PCI nell’88 che parlava della lungimiranza del sistema sovietico mentre quello stesso sistema stava cadendo a pezzi. È un elettore alienato al normale dibattito nella società, ideologizzato, ma deluso. Smobilitato e potenzialmente un astenuto al secondo turno. A prescindere dai risultati quel che potrebbe essere la vera sorpresa è che un sistema politico che doveva essere una “linea Maginot” contro l’estremismo potrebbe chiudere fuori proprio coloro che tanto si sono impegnati a costruirla.

Guido Taietti

Fonte: www.ilprimatonazionale.it

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • Guerra alla famiglia
    Scritto da
    A Palazzo Cisterna di Torino si svolto nei giorni scorsi un incontro organizzato da una serie di associazioni, che sostengono i valori della famiglia tradizionale, dal provocatorio titolo: “In Occidente la famiglia è discriminata?” Tra i gli oratori vi era l’ambasciatore russo all’ONU Alexey Komov, invitato, essendo la Russia l’unico stato dell’occidente, che persegue politiche in sostegno dei valori della famiglia. La mondializzazione e la banalizzazione dei valori dell’occidente avviata a partire dagli anni novanta, all’ombra della “Globalizzazione” accolta da tutti come un evento ineluttabile, con massive campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, svolte subdolamente proponendo presunte nuove libertà e stili…
    Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto