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I trattati commerciali sospinti dagli USA rischiano il Flop

IL TPP E IL TTIP RISCHIANO DI FALLIRE?

Leonid Savin

Martedì 20 settembre 2016 Bruxelles ha ospitato una vasta manifestazione di protesta contro la firma del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (noto con la sigla inglese “TTIP” – Transatlantic Partnership for Trade and Investment). Poco prima numerose manifestazioni di massa avevano avuto luogo in diverse città tedesche.

Soros esce allo scoperto ed ammette di finanziare l’ondata migratoria

di L.Lago

Ci voleva il summit dell’ONU sulle migrazioni per ascoltare le dichiarazioni ufficiali del grande “sobillatore”, il finanziere ultra miliardario e speculatore George Soros, il quale, dopo aver riconosciuto di essere partecipe e sponsor dell’ondata di sollecitanti asilo che sono entrati in Europa nell’ultimo anno e mezzo, ha voluto presentarsi nelle vesti del “grande benefattore” ed ha assicurato che attualmente il suo obiettivo è quello di “creare imprese e prodotti” per migliorare le condizioni di vita dei migranti e rifugiati.

Tutta la Germania torna in Piazza contro TTIP e CETA per difendere i propri diritti dalle multinazionali. E L’Italia?

Nonostante la pioggia, decine di migliaia di persone sono scese in strada a Berlino per ribadire il propriono agli accordi di libero commercio tra Unione europea e Stati Uniti, il cosiddettoTTIP e con il Canada, il meno conosciuto CETA. Nella capitale la manifestazione, convocata da sindacati, organizzazioni ambientaliste e perfino comunità religiose, ha preso il via a mezzogiorno dalla centralissima Alexanderplazt. Immagini simili arrivano da Francoforte, Colonia, Monaco di Baviera, Amburgo, Stoccarda e Lipsia.

Lunedì, 19 Settembre 2016

Monsanto-Bayer: un matrimonio da brividi

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Monsanto-Bayer: un matrimonio da brividi

In un club già ristretto, un impero farmaceutico ora ha più potere, decisivo sul futuro della nostra alimentazione e della nostra salute. Ecco chi perderà e come.

di Nina Lepori.

Non poteva essere più chiaro a chi rispondono Renzi ed il Governo del PD

di  Luciano Lago

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi su quali fossero gli sponsor del referendum costituzionale voluto da trio Renzi/Boschi/Napolitano e compagnia cantante, l’ultimo discorso ufficiale fatto dell’ambasciatore USA in Italia, John Phillips, ha dissipato ogni dubbio: “Ambasciatore Usa: No al referendum sarebbe un passo indietro per l’Italia“.

Panico referendum, Stiglitz: italiani, se votate crolla l’euro

Joseph Stiglitz, già Premio Nobel per l’economia, dichiara che teme una catastrofe per l’Europa, in particolare per quanto riguarda l’Italia: se vincesse il No nel referendum, potrebbe seguirne il crollo dell’euro. Di conseguenza, invita Renzi a “rinunciare al referendum” disdicendo la consultazione popolare. Stiglitz non è un giurista, dice Aldo Giannuli, ma almeno potrebbe informarsi prima di aprir bocca.

Domenica, 11 Settembre 2016

C’era una volta l’America

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C’era una volta l’America

Le prossime elezioni americane occupano da mesi l’attenzione dei media. L’enorme spreco di denaro, i toni alti delle contrapposizioni tra i due principali candidati superstiti della campagna elettorale, non mancano di attirare l’attenzione delle masse europee e creare un’attesa via, via, più catalizzante verso la data ultima dell’elezione finale.

La politica estera degli USA, quella che coinvolge da decenni palesemente ed occultamente le sorti di molti Paesi del mondo, con le varie guerre ancora in corso, le sanzioni e le attività di una diplomazia onnipresente a tutti i livelli, catalizza anch’essa le attenzioni di milioni di osservatori, professionali, ma anche, sempre più di persone preoccupate per il proprio futuro e per la propria sicurezza.

Intervista a Andrej Fursov: La Russia si prepara a difendere la cultura europea

Esercitazioni ed epurazione di personale inaffidabile dimostrano che Mosca si prepara nel caso di futuri scontri.

L’autore, uno dei più eminenti intellettuali russi, studioso e storico, sociologo e pubblicista, colloquia col corrispondente di Tsargrad TV sui pericoli dell’attuale ‘pace bellica’, dei cambiamenti nelle élite e della difesa dei valori tradizionali.

Domenica, 04 Settembre 2016

Game is over

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Game is over

Dopo molti mesi, il mainstream mondiale può diffondere un notizia senza censura:

l'impeachment della presidente del Brasile Dilma Roussef e' giunto al suo epilogo con la votazione che l'ha destituita, approvata a maggioranza da alcune decine di senatori, la cui collusione con le multinazionali ospitate nella nazione è ampiamente nota al popolo. Così l'ex vicepresidente Temer si è potuto subito insediare, prima di raggiungere gli altri capi di stato al G20 in programma in Cina.

Si tratta di un grande successo per la strategia imperiale delle multinazionali, che a Washington e Bruxelles hanno i loro quartieri generali.

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