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Che democrazia viviamo! Che tempo di libertà!

Negli ultimi due anni gli spazi pubblici adibiti all’affissione elettorale sono stati assiduamente occupati dai tabelloni dai quali sono emanate le facce ed i loghi dei vari candidati e delle composizioni politiche in lizza.

In una democrazia matura tanto deve accadere. Peccato che, nonostante questa assidua chiamata alle urne, i problemi che affliggono le persone ed in particolare le meno abbienti, non abbiano trovato la benché minima soluzione.

Promesse, annunci, ma la realtà dei fatti rimane sempre la medesima: tutto aumenta e se non lievita di prezzo, cala di volume. Come le bustine di zucchero al bar: prima ne bastava una, ora ne servono due, per addolcire un caffè che è sempre più amaro….

Da quando studio le logiche delle elite assolutiste che muovono le fila dei nostri governi, dei nostri media, che scelgono i nostri politici, che impongono i trattati e che inducono e strumentalizzano le crisi economiche sono sempre riuscito a mettere insieme tutti i pezzi del mosaico seguendo la loro ideologia, che alimentata dall’arroganza del potere, li porta a commettere numerosi errori a lasciare prove e tracce evidenti del loro operato spesso anche volutamente in segno di disprezzo e sottovalutazione dei popoli che intendono soggiogare. Ma i tempi sono cambiati, hanno accelerato troppo i loro progetti e seminato distruzione e disperazione finendo per accendere un riflettore sul loro operato.

Renzi “sfida l’Europa”, come afferma il Corriere della Sera, gridando ai quattro venti che l’Italia terrà fede ai parametri di Maastricht. Se non fosse che tali affermazioni riguardano sessanta milioni di cittadini italiani troveremmo paradossale o addirittura grottesca la situazione in cui si muove il capo del governo e le leggi che promette di mettere in atto entro i prossimi mesi. Sembra, infatti, che Renzi e tutti i politici insieme a lui, si siano dimenticati che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge con la quale l’attuale Parlamento è stato eletto. Di che cosa parla, dunque, Renzi? Riformare la Costituzione mentre si è fuori dalla Costituzione? È così sproporzionato alla realtà il suo vagheggiare: ad aprile questo, a maggio quest’altro, che si finisce col lasciarsi trasportare nel mondo surreale dei suoi sogni.

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