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NUOVO CONSIGLIO COMUNALE: PARTENZA COL BOTTO

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Mercoledì 25 giugno si è tenuto il primo consiglio comunale della neo eletta Amministrazione del Sindaco Oss Emer.
La folta presenza di astanti ad assistere al giuramento del primo cittadino e alle nomine degli assessori, è stata definita dalla stampa locale “una folla”.

Molti hanno sentito la necessità di essere presenti, di non mancare a questo momento importante per tutti, nonostante l’orario improvvido in piena fascia del consueto pasto serale (inizio ore 19.00 e fine verso le 21.40).

Perché tanta voglia di partecipare? Forse un po’ di curiosità? …Banale.
Desiderio di vedere un nuovo Sindaco, sedersi sullo scranno più alto della città? Non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima.
Il fatto è che da troppi anni (leggasi decenni) ci si era abituati a considerare chi ricopre le più alte cariche istituzionali come “un’entità astratta”, quasi inumana, lontana anni luce dalla dimensione dei normali cittadini. Gli stessi attori hanno contribuito ad alimentare questa sensazione di lontananza incolmabile, non concedendo mai udienza ai “Comuni mortali” non appartenenti alla ristretta cerchia di “eletti dell’olimpo”.
Se questa difficoltà di comunicazione e di contatto personale con chi ci governa è accettabile o comprensibile quando si tratta delle più alte cariche dello Stato, come il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, i Ministri o il Papa (anche se essere ricevuti in udienza dal Papa non è impossibile), risulta quantomeno assurda se ci si debba rapportare con il Presidente della Provincia o, appunto, con il Sindaco.
Eppoi ci si lamenta per il crescente e inesorabile disinteressamento alla politica da parte dell’opinione pubblica e per l’assoluta mancanza di considerazione verso i politici e più in generale per l’intero apparato che li attornia.
Eppure, essere ricevuti a colloquio dal sindaco di Pergine, è sempre stata un’impresa ardua. Si era puntualmente dirottati verso i funzionari che, seppur professionali e pazienti, non potevano sopperire alla considerazione ascritta al ruolo del primo cittadino ed alla conseguente soddisfazione di far adeguatamente intendere i propri problemi e istanze.
Ma tra le prime arti dell’aduso a fare politica, vi è quella di saper come tenere lontano il popolo; egli impara presto o sa benissimo come scoraggiare quanti chiedano udienza: silenzio, invisibilità apparente, supponenza.
Chi non è amico di un politico, non è considerato degno di essere ricevuto. E’ un’affermazione che suona tristemente classista ma è purtroppo, nella maggior parte dei casi, assolutamente vera.

Allora forse è proprio la completa assenza di questa “Aura politica” in Roberto Oss Emer, a spingere molta più gente ad avvicinarsigli e quindi ad assistere ai lavori del Consiglio.

Forse è la speranza che quest’uomo, che molto è fuorché un politico, diventi veramente “Il sindaco di tutti”, che sappia ascoltare tutti i cittadini (nel limite del possibile) e che non sia solo un’entità aleatoria e irraggiungibile. Forse è stata solo una leggera brezza di novità a risvegliare un po’ i perginesi, che presto si rinchiuderanno nel loro tiepido limbo e nello scorrere delle giornate e del quotidiano, scandito dai consueti problemi.
Probabilmente, fra due o tre consigli comunali, nessuno più si occuperà dei nuovi amministratori e le sedie riservate al pubblico rimarranno nuovamente vuote. Chissà, vedremo se l’elezione di un volto nuovo avrà portato con sé la ventata d’impegno collettivo necessaria per tener desta la consapevolezza, perché solo con la costante partecipazione dei cittadini, gli amministratori si sentiranno meno inclini a disattenderne le aspettative.
Vedremo. L’estate è arrivata e il prossimo autunno, archiviati abbronzatura e vacanze, si potrà probabilmente comprendere “che aria tira” a Pergine.

Cinzia Albertini

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