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Il Principe se n’è andato. Si comincia a speculare sui bambini

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Ho una figlia che frequenta le scuole medie di primo grado a  Pergine Valsugana. Già dalle prime settimane in cui usufruiva della mensa scolastica, si lamentava del cibo scarso, sia nella quantità che nel gusto. Partecipando poi alle assemblee di classe con genitori ed insegnanti apprendevo che il problema non si era per nulla attenuato ma persisteva. Indagando presso altre classi e plessi scolastici mi sono reso conto che il problema era a carattere generale ma non comprendevo se poteva dipendere da una volontà manageriale di chi gestisce il servizio o dal Comprensorio Alta Valsugana (che gestisce l’appalto e impartisce le direttive dietologiche).

Giorni fa sono riuscito ad entrare in una mensa scolastica ed usufruire del servizio assieme agli alunni, rilevando :

  1. AMBIENTE MENSA : si può assimilare ad una mensa militare o carceraria. Ambienti freddi senza colore, chiassosi (tutti parlavano, gridavano, trascinavano sedie per accomodarsi ai tavoli);
  2. ALIMENTI : seppure le derrate alimentari siano di buona qualità la loro preparazione, quantità e qualità lasciano molto a desiderare;
  3. MENU’ DEL GIORNO : gnocchi alla romana. Prosciutto cotto. Verdure cotte e crude. Frutta (banana).

Addentrandomi nello specifico ho potuto constatare che:

  • Primo piatto: gnocchi alla romana. Mi è stato servito un quadrato di 4cm per 4 cm di lato dello spessore di 1,5 cm circa
  • Secondo piatto: prosciutto cotto. Non prediligendo questo tipo di pietanza ho chiesto in sostituzione un pezzo di formaggio, che mi è stato categoricamente negato (anche se nei frigoriferi vi erano diverse tipologie di formaggio) ragguagliandomi che solo le persone che si sono dichiarate di religione mussulmana hanno diritto ad una fetta di tacchino (lesso). Non ho quindi mangiato il secondo piatto ed ho potuto osservare che veniva servito a tutti i commensali una sola fetta di prosciutto.
  • Contorno: bieta lessa, cavolo cappuccio, lattuga. La mia scelta si è orientata sulla bieta lessa e sul cavolo cappuccio; mi è stato consegnato un piatto contenente un 30 gr di bieta lessa, e altrettanti di cavolo cappuccio.
  • Frutta: banana. Non mangiata.

Devo dire che sia per il servizio che per la quantità di cibo ricevuto mi sono posto una serie di domande che credo tutti noi ci porremmo. Tutte queste perplessità le potete trovare nelle seguenti tabelle.

TABELLA 1: APPORTO CALORICO DEL PASTO. Premesso che un alunno di 11-13 anni di peso medio (48/55 Kg) che frequenta la scuola per 7 ore giornaliere necessita di circa 800/900 Kcal.

ALIMENTO

QUANTITA’ DISTRIBUITA
(grammi)

APPORTO CALORICO  TEORICO
(Kcal/100 gr )

APPORTO CALORICO  DISTRIBUITO ( Kcal )

Gnocco di semolino

40

380

152

Prosciutto cotto

20

215

43

Bieta lessa

30

20

7

Cavolo cappuccio

30

25

8

Lattuga

30

17

6

Frutta  (banana 220 gr)

220

65

143

Pane ( 40 gr )

40

279

112

 

 

 

 

TOTALE CALORIE ASSUNTE DAI RAGAZZI

 

 

471  Kcal

TABELLA 2: COSTI DI PRODUZIONE DEL PASTO SOMMINISTRATO. Considerando che il gestore della mensa non paga l’acqua la luce e il gas, ne impiega attrezzatura propria ma solo il personale specializzato, si considera un costo gestionale di € 1.50 a pasto.

ALIMENTO

QUANTITA’ DISTRIBUITA (grammi)

COSTO AL SUPERMERCATO
(Euro/100 gr )

TOTALE COSTO
( Euro)

Gnocco di semolino

40

4.00

1.60

Prosciutto cotto

20

2,35

0.47

Bieta lessa

30

0.30

0.10

Cavolo cappuccio

30

0.40

0.13

Lattuga

30

0.50

0.16

Frutta  (banana 220 gr)

220

0.15

0.33

Pane (20 gr)

40

0.34

0.14

Costi di gestione

 

 

1,50

TOTALE COSTI PRANZO

 

 

4,43  EURO

Comprendo  che mille rivoli di parole possono correre sotto questi sconcertanti dati ma, volendo evitare polemiche, lascio ad ognuno di voi le considerazioni del caso.

Ciò che sta emergendo è che la gestione della scuola si sta trasformando sempre più in un business, i meriti si sono trasformati in crediti e la gestione delle risorse in una forma di speculazione a danno degli utenti.

Non possiamo sempre starcene zitti a guardare...

 

Giorgio Decarli

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